Passa ai contenuti principali
AD OGNI GENERAZIONE IL PROPRIO FETICCIO CULTURALE. LA SETTA DI IDIOTI MODERNI.
Il rapporto con il divino, con la religione e con la fede è senza dubbio cambiato nell’Europa continentale. La coscienza comune, se così può essere chiamata, però non ha abbandonato del tutto il concetto di idolo. L’idolo riveste una funzione culturale e sociale; sociale soprattutto per le attuali greggi di giovani, che nonostante si definiscano atee (perché è un concetto di moda), glorificano e idolatrano comuni mortali, pendendo dalle loro labbra, come fossero vere e proprie divinità.
È forse così, che la mancanza di deificazione, viene sopperita, adorando inconsciamente "divinità mortali". I cacciatori adoravano Diana e chiedevano che la caccia fosse propizia, i marinai Poseidone chiedendo che non vi fosse tempesta durante la navigazione. La generazione erasmus chi prega? A chi si rivolgono “i patrioti europei” disoccupati nei loro rituali? E soprattutto, quello che sarà oggetto del mio articolo:
Quella grande marea di giovani qualunquisti con alle spalle uno dei peggiori sistemi d’istruzione pubblica, cresciuti con la televisione a raccontar loro le fiabe, a chi si rivolgono nelle loro ore più buie? Scemato il pathos della introduzione, potrei semplicemente dire “ad ognuno il suo” o meglio, ad ogni generazione il suo idolo, il suo feticcio da mettere sull’altare.
I tre esempi, della generazione erasmus, i piddini e i bocconiani, cioè volevo dire i qualunquisti pardon, possono essere racchiusi in un’unica categoria e quindi in una grande setta di idioti. Solitamente non hanno mai lavorato, solitamente la loro preparazione accademica è molto generica se non nulla e soprattutto provengono da anni di martellamento costante sulle tempie di propaganda da capitalismo malato.
Questa setta di attivisti che firma le petizioni sugli elefanti del Congo su internet e poi non guarda in faccia l’operaio della porta accanto perché ha gli abiti sporchi dal lavoro, ha un ruolo chiave nella società. Quello di soffermarsi alla superficie delle cose, ridicolizzare quello che non si comprende, tacciare di aggettivi preimpostati quello che non si avvicina al loro pensiero e fare quello che le loro divinità dicono di fare.
Divinità che pensano al posto loro e indicano da buoni maestri quando la setta di idioti deve indignarsi, quando deve commuoversi, quando qualcosa è un dogma ( e quindi non va messo in discussione ) e ancora quando seguire una determinata linea di pensare e modo di fare equivale ad essere “buoni” o “cattivi”. Ecco a cosa mi riferivo con funzione sociale. La divinità moderna dice come comportarsi, ed anche inconsciamente se fai parte della setta di idioti, ti comporterai così. I templi e i ministri di culto sono inutili per le nuove generazioni di fedeli atei.
Le divinità hanno voce grazie alla TV, i social e i propri apostoli che sono sia i media che i partecipanti della setta, talmente obnubilati, da prestare gratuitamente l’opera di evangelizzazione della propria divinità.
Tristemente, dopo secoli di rivoluzioni e rivalutazioni dell’individuo, quest’ultimo, nella maggior parte dei casi non riesce a sganciarsi dai propri idoli e dai propri feticci divini e conseguentemente non riesce, nel 2017, a pensare con la propria testa.
Se volete un esempio di Divinità moderna prendete Roberto Saviano, noto romanziere di libri fantasy con il suo seguito di credenti delle mezze verità, quando disse "Sogno per il sud Italia sindaci Africani" e qualche mese dopo ancora proferì "Non serve illudere i giovani italiani che la laurea serva a qualcosa, devono emigrare", fra gli applausi dei suoi credenti, ed infine da Dio despota continua a ritenere un dogma che non può essere messo in discussione quello della buona fede e caritatevole azione volontaristica da 400.000 euro a salvataggio delle ONG.
ONG tedesche e americane che secondo la procura di Catania sarebbero finanziate dalla mafia e dai terroristi, che altri italiani, che non hanno la fortuna di vivere in un attico negli States, cercano di combattere veramente.

Commenti

Post popolari in questo blog

IL LIMITE AL DIRITTO DI SCIOPERO SANCITO DALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA: IL CASO VIKING. La Viking, società di trasporti marittimi finlandese, nel 2004 decide di cambiare bandiera di una delle sue navi, registrandola in Estonia, così da poter applicare la contrattazione collettiva di quel paese e quindi corrispondere stipendi di gran lunga inferiori ed "offrire" ai provi lavoratori tutele radicalmente ridimensionate. Il sindacato finlandese dei marittimi, ai quale erano iscritti i componenti dell’equipaggio della nave in questione, in lotta contro questo scambio di bandiera, promuove un’azione sindacale nei confronti della Viking. L’impresa finlandese a sua volta instaura una controversia che va a finire davanti alla Corte di Giustizia Europea, dovendo decidere sulla questione pregiudiziale volta a stabilire se << Il trattato ( di funzionamento della UE ) intenda vietare un’azione sindacale nel caso in cui la stessa abbia lo scopo di impedire ad un ...