Passa ai contenuti principali
L'incapacità del sistema Europa alla lotta contro la mafia
Secondo le dichiarazioni del maggiore esperto di Ndrangheta, nonché baluardo italiano alla lotta della criminalità organizzata internazionale Nicola Gratteri il sistema Europa non è in grado di combattere la mafia e le organizzazioni criminose d'oltreoceano. Lo stesso magistrato afferma che L’Europa è coesa solo quando si parla di alta finanza e non di criminalità. Definisce inoltre la UE come un’immensa prateria dove in alcune zone è più unico che raro trovare una pattuglia di polizia a compiere un qualsivoglia controllo o posto di blocco. I codici penali dei vari ordinamenti inoltre non sono fra loro (ovviamente) collegati e manca una sostanziale applicazione della legge comunitaria nel ramo penalistico. Se in alcuni stati membri vi è la possibilità di fare intercettazioni ambientali in altre è categoricamente vietato, così come è vietato in alcuni stati membri compiere perquisizioni in determinati orari; Gratteri infatti afferma in un intervista ad un convegno all’università LUISS di Roma“: In europa si è soliti discutere di banche, ma non di collegamenti fra sistemi penali. In Germania 15 anni fa avvisai la magistratura tedesca che avrebbero avuto gli stessi problemi che avevamo noi in Italia riguardo la Ndrangheta. Mi dissero “non ci interessa perché le mafie stanno ristrutturando le Germania dell’est”. Cosa è accaduto dopo? La strage di Duisburg. Le indagini sono nate dall’Italia e infatti proposi di mettere microspie nei locali pubblici e mi dissero che non si poteva fare, nonostante gli Ndranghetisti morti si riunissero in locali pubblici e trovai anche chiari segni delle loro riunioni e dove compivano i loro rituali tipici in un ristorante, come la statua di san Michele Arcangelo, ma mi dissero che non si poteva fare, perché la Germania ha la mentalità post regime e le intercettazioni in luoghi pubblici sono vietate.In Olanda un soggetto che tenevamo sott’occhio avrebbe ricevuto un container con 100kg di cocaina al porto di Rotterdam. Nonostante fosse intercettato e nonostante sapevamo che avrebbe ricevuto il container al porto, il collega olandese mi disse “dobbiamo arrestarlo perché detiene 2 kg di cocaina in casa”; la legge olandese non prevede infatti, il ritardato arresto e il ritardato sequestro. Quel giorno perdemmo un container con centinaia di chili di coca. Nel nostro sistema penale non sarebbe mai successo. In spagna, non potete fare una perquisizione di notte. Si aspetta l’alba per la perquisizione. Se possedessi droga in spagna in casa, mi basterebbe controllare l’area circostante e gettare la droga nel bagno se vedessi una macchina sospetta. Evidentemente la Spagna è rimasta al franchismo dove sequestravano le persone di notte” e aggiunge inoltre “ L’europol non è in grado di far fronte alla criminalità in Europa; vi è totale assenza di trattati bilaterali e gli ndranghetisti intercettati affermano di trovarsi bene nei carceri del nord Europa e di non voler ritornare in Italia, dove il sistema carcerario è più duro.” Se da una parte dunque si è fatto un immenso sforzo ( e si continua a fare ) nella nostra nazione per rendere effettiva la pena per i delitti gravi come quelli a stampo mafioso, dall’altra un legislatore comunitario che consente la libera circolazione incondizionata, le diversità socio-culturali e storiche, e le codificazioni penali differenti vanificano decenni di lavoro per rendere alle organizzazioni mafiose, come la ndrangheta, effettiva ed esemplare la pena, perché per determinati soggetti come i mafiosi, così come ancora affermato dal Gratteri, la funzione rieducativa è totalmente velleitaria.
Franco Ricci

Commenti

Post popolari in questo blog

IL LIMITE AL DIRITTO DI SCIOPERO SANCITO DALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA: IL CASO VIKING. La Viking, società di trasporti marittimi finlandese, nel 2004 decide di cambiare bandiera di una delle sue navi, registrandola in Estonia, così da poter applicare la contrattazione collettiva di quel paese e quindi corrispondere stipendi di gran lunga inferiori ed "offrire" ai provi lavoratori tutele radicalmente ridimensionate. Il sindacato finlandese dei marittimi, ai quale erano iscritti i componenti dell’equipaggio della nave in questione, in lotta contro questo scambio di bandiera, promuove un’azione sindacale nei confronti della Viking. L’impresa finlandese a sua volta instaura una controversia che va a finire davanti alla Corte di Giustizia Europea, dovendo decidere sulla questione pregiudiziale volta a stabilire se << Il trattato ( di funzionamento della UE ) intenda vietare un’azione sindacale nel caso in cui la stessa abbia lo scopo di impedire ad un ...